
“L’Italia può ridurre le emissioni senza aumentare il costo dell’energia solo attraverso un mix che integri rinnovabili, storage e nuova capacità nucleare”. È questa la conclusione dello studio presentato da Proger, prima società indipendente italiana di engineering al Festival dell’Energia di Lecce.
Lo studio “L’energia sostenibile per l’Italia”, elaborato in collaborazione con il professor Giuseppe Zollino, docente di Tecnica Economica dell’Energia e Impianti Nucleari all’Università di Padova propone un approccio razionale e quantitativo alla transizione energetica. “Partendo dall’obiettivo di ridurre le emissioni, con l’ipotesi di una quota elettrica dei consumi finali che passa dal 22% attuale al 33%, per una domanda complessiva di 400 TWh – ha spiegato il prof. Zollino, consulente di Proger – Sono stati analizzati tre scenari possibili solo rinnovabili, rinnovabili e gas naturale, rinnovabili, gas e nucleare, per identificare la soluzione che renda minimo il costo complessivo del sistema e di conseguenza le bollette di cittadini e imprese”. “La terza opzione integra nucleare, rinnovabili e gas, in quote ottimizzate, in modo da rendere il prezzo dell’energia elettrica pressoché indipendente da quello del gas e dei diritti di emissione di CO2, cioè da eventi al di fuori del nostro controllo: il prezzo sarà stabile intorno a 85 €/MWh, quanto costerebbe oggi se il gas fosse sempre fisso a 20 €/MWh, ma con emissioni di CO2 6 volte inferiori; se si optasse per una soluzione con sole rinnovabili, le emissioni sarebbero simili, ma il costo dell’energia poco meno del doppio. Raggiungere l’autonomia energetica – ha concluso il professore – significa riportare nelle nostre mani le redini dell’energia, mantenendo il suo costo sotto il nostro controllo, e al tempo stesso valorizzando e rilanciando le competenze tecniche del nostro sistema industriale”.
Proger si occupa di energia e transizione energetica da decenni, con un track record di progetti che attraversa l’intera filiera e spazia da soluzioni di ottimizzazione ed efficientamento energetico di impianti fossili allo sviluppo di impianti rinnovabili, passando per i sistemi di accumulo, come BESS (Battery Energy Storage Systems) e TESS (Thermal Energy Storage Systems).

“Viviamo in un momento storico dove abbiamo chiaro quanto sia imprescindibile progettare e pianificare un futuro sostenibile ed energeticamente indipendente – ha detto Chicco Testa, vice presidente di Proger – l’assetto geopolitico e la presa in carico dei cambiamenti climatici ci impongono uno sguardo lungimirante e propositivo”.
Proger, come prima società italiana indipendente di engineering, ha all’attivo diversi progetti di successo che vanno proprio in questa direzione. Il più recente è una piattaforma proprietaria che integra GIS e intelligenza artificiale capace di ridurre i tempi di individuazione dei siti per impianti fotovoltaici e BESS da nove mesi a meno di quattro settimane, con un obiettivo di regime fissato a quattordici giorni. Proger è coinvolta inoltre nel progetto del Termovalorizzatore di Roma, Santa Palomba: 100.000 m² di superficie, capacità di trattamento di 600.000 tonnellate di rifiuti non riciclabili all’anno, produzione energetica di 65 MW, sufficiente ad alimentare circa 200.000 famiglie. I lavori sono partiti a maggio 2026. “In Egitto abbiamo sviluppato un progetto per la realizzazione di un impianto di bioetanolo di seconda generazione, da biomassa cellulosica non commestibile – prosegue il vice presidente di Proger – integrando la produzione con le filiere agricole locali e un programma di knowledge transfer, un modello riconosciuto tra le eccellenze del settore energetico e premiato in ambito ENI Award (Supply Chain Awards – 2025)”.
“Per Proger la transizione energetica deve essere affrontata attraverso soluzioni tecnologicamente mature, economicamente sostenibili e capaci di rafforzare l’autonomia industriale del Paese – ha concluso Chicco Testa – La sfida non è scegliere tra sostenibilità e competitività, ma costruire un sistema energetico capace di garantire entrambe. Ed è su questo terreno che si giocherà il futuro industriale dell’Italia.”
