La Galleria Borghese può guardare al futuro nel rispetto della storia

La lettera aperta di Francesco Rutelli a La Repubblica

Caro direttore, vorrei contribuire a sgombrare il campo, in vista del concorso di idee per il futuro della Galleria Borghese, da molte distorsioni e polemiche inutili.

1. Qualcuno propone di modificare la Galleria Borghese, con nuovi volumi annessi all’antico edificio? Sarebbe ridicolo solo pensarlo. La Galleria è “museo di sé stessa”; addirittura, era stato bocciato il progetto per una leggera pensilina a protezione dell’attesa delle persone con disabilità in caso di pioggia. L’edificio è intoccabile.

2. Sono intoccabili anche gli 80 ettari di Villa Borghese? Tralasciando la moderna costruzione del parcheggio, con accessi automobilistici, negozi, infrastrutture varie e collegamenti con la metro, alzi la mano chi si è opposto (io no) alla realizzazione e alle attività del teatro in stile elisabettiano voluto da Gigi Proietti, durante la giunta Veltroni. Alzi la mano chi si è opposto alle trasformazioni (realizzate dalla giunta Rutelli) dal vecchio zoo al moderno bioparco, con nuove funzioni e volumetrie necessarie per migliorare il benessere e il rispetto verso gli animali ed assicurare una fruizione molto migliore per centinaia di migliaia di visitatori. Solo chi non conosce Roma può ignorare le successive trasformazioni nei secoli, che vanno da Valle Giulia alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e la sua scalea; dalle strutture di piazza di Siena all’area del Galoppatoio; dal Museo Civico di Zoologia alla caserma e scuderia della polizia a cavallo, alla Casa del cinema, e così via.

3. La Galleria Borghese non ha bisogno di funzionalità adeguate ai nostri tempi e dunque di immaginare nuovi spazi esterni in cui svolgere le sue attività? È semplicemente assurdo: basta telefonare per comprare biglietti (disponibili tra qualche settimana, o mese), o affacciarsi nel sotterraneo dell’edificio dove si sviluppano le file di attesa. Nonostante la cura della direzione della Galleria, e le molte iniziative della direttrice Francesca Cappelletti, circa duecento opere si trovano nei magazzini. Le condizioni di accesso per più persone con disabilità o molto anziane (con un solo, vecchio ascensore spesso fuori uso) sono critiche.

4. L’immobilismo piace a molti, ma – se le giuste tutele sono garantite – contraddice la fisionomia sempre trasformativa della Città Eterna. Non si tratta di ripetere diatribe del passato, di fare padiglioni temporanei, né di fornire progetti di ampliamenti preconfezionati in vetro-cemento. Al contrario: il bando di concorso sarà rigoroso nel tutelare le storiche funzioni ecologiche della villa (che purtroppo conoscono diversi punti di degrado) e proporrà di accrescere – in nessun modo di ridurre – il patrimonio ambientale e arboreo.

5. Perché me ne occupo? Sono felice di aver incoraggiato la prima società italiana indipendente di ingegneria (Proger) e il suo ad Marco Lombardi nell’avanzare una proposta che comporta una loro donazione di 875.000 euro per sviluppare il concorso. Per ovvia correttezza, Proger non sarà coinvolta in alcuna eventuale fase realizzativa. L’iniziativa è a costo zero per lo Stato e per la capitale.

6. Perché le obiezioni? Credo, per scarsa corretta informazione. Quello che partirà nei prossimi giorni è un concorso di idee, rivolto ai più competenti e qualificati studi di architettura, anche internazionali. Concorso di idee significa che verranno selezionati – sotto lo sguardo attento del ministero della Cultura e del Campidoglio, che hanno già indicato le loro prescrizioni – progetti in grado di accrescere servizi di qualità, altrimenti impossibili da realizzare, oggi e in futuro, nell’intoccabile edificio antico. Chi vuole conoscere il mondo sa che molti musei storici hanno creato nuove strutture per consentire di accogliere meglio le persone, realizzare mostre di valore e ben accessibili, esporre opere che sono nei magazzini, organizzare visite per scuole, studenti e gruppi motivati. E se le idee progettuali non piacessero? Essendo un concorso di idee, potranno essere non attuate, e archiviate. Mi spieghi allora una persona di buon senso perché ci si dovrebbe addirittura opporre preventivamente ad una competizione trasparente e di alta qualità tra idee progettuali, a costo zero per il pubblico, e perché si pretenderebbe addirittura di impedirla.