
Roma, 15 aprile 2026 – La frana di Petacciato riporta al centro il tema della fragilità infrastrutturale del Paese e del costo crescente della gestione emergenziale rispetto alla prevenzione. Non si tratta più di un evento isolato, ma di un modello strutturale in cui il sistema interviene post evento, anziché anticipare il rischio.
“L’Italia è stata divisa in due: tutti hanno parlato dell’emergenza, ma pochi hanno sottolineato che in meno di 40 ore il ponte è stato riaperto grazie a una politica di “adattamento” e al monitoraggio delle infrastrutture”, ha dichiarato Marco Lombardi, CEO di Proger, a margine dell’evento “Un piano per l’Italia”, nell’ambito della Conferenza “Città nel futuro 2030-2050”, organizzata da ANCE con la direzione di Francesco Rutelli. “bisogna agire sulla difesa del suolo con interventi strategici, per evitare di dover riparare; bisogna puntare su una manutenzione concreta e continuativa: la normalità oggi è il cambiamento continuo, monitorare per predire, predire per prevenire: è questa la direzione della nuova ingegneria”, aggiunge Lombardi.

La società, incaricata delle attività di sorveglianza della rete di Autostrade per l’Italia è intervenuta in Molise e sottolinea come il sistema di sorveglianza abbia consentito un intervento rapido e il ripristino della circolazione in tempi ridotti, ed evidenzia i limiti di un approccio basato solo sulla gestione dell’emergenza.
“Dobbiamo passare a un utilizzo sistematico di strumenti predittivi e algoritmi in grado di anticipare i fenomeni di dissesto e guidare le decisioni operative”, ha aggiunto Lombardi. “Prevenire è l’unica soluzione realmente efficace ed economicamente sostenibile: ogni euro investito in prevenzione riduce i costi futuri di riparazione”.
Secondo Proger, la frana di Petacciato – tra gli eventi più rilevanti degli ultimi anni in Europa sul piano del dissesto idrogeologico – evidenzia una fragilità strutturale che impatta direttamente su mobilità, economia e continuità produttiva.
“Quando la manutenzione è assente o insufficiente, i danni si accumulano fino a trasformarsi in disastri. – ha spiegato Lombardi- La manutenzione è un’attività silenziosa e invisibile, finché non viene a mancare, nel qual caso esplode in tutto il suo assordante fragore. È fondamentale un piano strutturale di prevenzione e manutenzione programmata – ha concluso Lombardi – non possiamo più permetterci di inseguire le emergenze: la normalità è governare il cambiamento”.
