
Roma, 18 maggio 2026 – Arte e architettura, accessibilità e sostenibilità e poi ancora decine di meravigliose opere e tesori nascosti conservati negli archivi del museo, saranno i temi che illumineranno la “storia futura” di Galleria Borghese. Garantire una fruizione consapevole, accessibile e rispettosa di uno dei luoghi più delicati e significativi del patrimonio culturale nazionale e internazionale è l’obiettivo del Concorso Internazionale di Architettura per la realizzazione di un nuovo padiglione museale, un progetto che segna una svolta nella storia del museo e nel suo rapporto con la città, presentato questa mattina a Roma. L’iniziativa è promossa dalla Galleria Borghese con la sponsorizzazione tecnica di Proger S.p.A., prima società italiana indipendente di ingegneria, con l’adesione del Comune di Roma. Al centro c’è un’idea semplice ma ambiziosa: uno dei musei più straordinari d’Europa merita spazi all’altezza della sua collezione e del pubblico che ogni anno cerca di visitarla.
“Avere un grande passato è utile solo se aiuta a progettare un ancor più grande futuro. Altrimenti è polvere. Questo spirito anima Proger e questa idea della cultura come motore del progresso ci ha portato a proporre alla Galleria Borghese ed alla città di Roma un concorso tra i più grandi architetti del pianeta per migliore la fruibilità e l’accessibilità di uno dei più bei Musei al Mondo. – dichiara Marco Lombardi, CEO di Proger – Assolvendo alla funzione sociale dell’impresa, Proger si è offerta di finanziare e seguire la redazione di un progetto di ampliamento, senza chiedere in cambio nulla che non sia lo sviluppo italiano ed europeo. Lo chiedono le centinaia di capolavori che meritano di essere esposti e giacciono nei magazzini, i centomila visitatori che ogni anno non riescono a trovare un biglietto, le persone con mobilità ridotta che oggi hanno difficoltà ad attraversare i corridoi ed i piani della meravigliosa Galleria del XVII secolo, lo merita la città. Ma soprattutto lo merita l’Europa, il continente che dell’arte e della cultura ha fatto la sua cifra. Noi di Proger siamo i project manager che hanno portato l’arte e la cultura nelle piazze dell’Arabia Saudita, rendendola accessibile a tutti, con la realizzazione della più grande esposizione di arte contemporanea della storia: Riyadh Art.
Siamo molto orgogliosi di avere rianimato un dibattito in Italia, spero franco e onesto, tra chi crede che il progresso non sia in antitesi con la tutela della storia e chi pensa che nulla può essere alterato senza deturpare una sorta di equilibrio miracoloso, un immobilismo a prescindere”.
Il concorso si articola in due fasi. Nella prima, aperta a studi di architettura e ingegneria di tutto il mondo per presentare le candidature, a cui seguirà la selezione dei cinque concorrenti che saranno invitati alla fase progettuale. Quest’ultima si svolgerà in forma rigorosamente anonima attraverso la piattaforma certificata CAN — Competition Architecture Network dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, con una commissione giudicatrice composta da professionisti ed esperti indipendenti di chiara fama internazionale.
L’intero percorso è soggetto all’approvazione vincolante dei Dipartimenti di Urbanistica, Ambiente e Cultura del Comune di Roma e della Sovrintendenza capitolina, nel rispetto di tutti i vincoli di tutela che gravano su Villa Borghese, patrimonio paesaggistico, storico e culturale di rilevanza nazionale.