È entrata in piena operatività l’Autostrada A33 Asti-Cuneo, con l’apertura al traffico delle due corsie per senso di marcia tra Cherasco e lo svincolo di Alba ovest. I due capoluoghi piemontesi sono ora collegati da un’infrastruttura di circa 90 chilometri che rafforza i collegamenti con i porti liguri e con i principali corridoi nazionali ed europei.
Proger è progettista del completamento dell’opera, che ha finalmente chiuso una vicenda durata oltre trent’anni, tra rinvii, contenziosi e cantieri aperti a fasi alterne. Il contributo si è tradotto in un lavoro di adeguamento del progetto alle esigenze emerse nel tempo, ed in una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale dell’intervento.

“La progettazione ha avuto un ruolo determinante nel superare criticità tecniche, vincoli territoriali, ambientali e paesaggistici, nonché problematiche geologico-geotecniche, e ha visto il pieno coinvolgimento dei numerosi attori del territorio. Il traguardo è il frutto di uno straordinario lavoro di squadra tra l’impresa esecutrice, Itinera SpA, e il Team di Proger, che desidero ringraziare per l’intenso lavoro svolto. Una collaborazione sinergica che ha consentito di sbloccare e portare a compimento un’opera rimasta ferma da oltre 30 anni” afferma Salvatore Sguazzo, Technical Operations Director della BU Civil Engineering di Proger.


L’opera si sviluppa lungo un asse articolato adiacente al fiume Tanaro, con un sistema di viadotti e rilevati che hanno richiesto soluzioni e studi geotecnici avanzati, e attraversa aree di elevato pregio paesaggistico e culturale, in cui convivono due siti UNESCO: i Paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e del Monferrato, e le Residenze Sabaude di Pollenzo.
La complessità di un territorio così stratificato ha imposto scelte progettuali calibrate, che vanno dall’impiego di materiali riciclati per il manto stradale, alle scelte materiche, cromatiche e architettoniche dei viadotti e delle opere di sostegno, dall’ecodotto per il passaggio della fauna, al bat bridge, a tutela della colonia di chirotteri di Santa Vittoria d’Alba. “Il risultato finale è un’infrastruttura moderna, sostenibile e compatibile con l’ambiente circostante. È la dimostrazione concreta di come un approccio progettuale evoluto e multidisciplinare possa trasformare una delle infrastrutture più complesse e discusse degli ultimi decenni in un risultato tangibile e condiviso“, conclude Sguazzo.

